La Telemedicina e il rapporto medico-paziente
Una delle principali motivazioni che ha portato ad un tardivo e lento sviluppo della Telemedicina in Italia è la “paura”, nutrita da numerosi medici, che ”tutta questa tecnologia” (ironicamente parlando) possa, di fatto, portare ad un peggioramento nella relazione con i loro pazienti. Ciò viene imputato al fatto che tale tecnologia, pur essendo valida e indubbiamente appropriata, può costituire un’inopportuna mediazione tra il medico e il paziente volonteroso di utilizzarla. Questa tesi appare essere, secondo numerosi esperti, infondata. La telemedicina infatti non vuole sostituirsi al peculiare rapporto tra medico e paziente: quello rimane e rimarrà sempre. Ciò che cambia è invece la posizione del paziente, che viene coinvolto maggiormente nel processo di gestione della sua salute. Non si deve dunque parlare di qualcosa che “vuole prendere il posto di qualcos’altro”, bensì di una vera e propria integrazione portatrice di vantaggi sia per il medico che per il paziente.
È necessario dunque riconsiderare la telemedicina clinica ( in particolare la telecardiologia, le teleconsultazioni, e il telemonitoraggio, come un sistema di semplificazione e di miglioramento delle procedure sanitarie, soprattutto quelle che si interessano delle patologie croniche ed a rendere più facile la vita del paziente (che diviene anche più consapevole). Si parla di una vera e propria “semplificazione” in quanto la telemedicina può comportare un controllo più regolare e tempestivo con la collaborazione dello stesso paziente. La consapevolezza di saper gestire più autonomamente la propria salute ha effetti positivi anche sullo stato psicologico del malato (e naturalmente anche sull’empowerment).
Il principale vantaggio della telemedicina clinica ha origine nella semplicità d’utilizzo del dispositivo e delle procedure operative (anche se comunque è necessario un’educazione del paziente all’utilizzo). Si attiva in tal modo la cosiddetta “compliance” del paziente e si rende anche più facile e pragmatico il rapporto del paziente stesso col proprio medico.
Il medico, dall’altra parte, ricopre un ruolo centrale nel favorire l’ uso della telemedicina e nell’apprezzarne gli aspetti positivi, deve, cioè, contribuire ad un rapporto corretto tra tecnologia e paziente nel precipuo interesse della salute e delle condizioni per mantenerla.
Sia il medico che il paziente sono quindi coinvolti dai vantaggi che l’uso della telemedicina può dare.