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La mappa di 2CON

Giugno 10, 2008

La mappa del nostro progetto: un altro modo per guardare la Cloud delle catogorie a cui ormai siamo abituati.

Abbiamo scelto di rappresentarla attraverso un albero: dal tronco di 2CON sono cresciuti quattro grandi rami (Empowerment, Letteratura, e-Health, Relazione), ognuno con altri rami (le categorie collegate) e da lì le foglie (i post).

(Nel farla scopro che WordPress non supporta le mappe immagini HTML… e quindi? Google, come al solito, mi ha salvata… l’ho pubblicata sul mio spazio Google Pages!)

Risultati qualitativi

Giugno 9, 2008

Abbiamo pubblicato su questo blog due pagine per illustrare i risultati qualitativi ottenuti nel questionario per i pazienti e nell’intervista ai medici.

Abbiamo voluto condurre queste due indagini per arrivare ad analizzare gli effetti pragmatici provocati dall’empowerment via-computer. Gli effetti sono stati considerati indagando i diversi ed integrati livelli: cognitivo, emotivo, relazionale, socio-culturale, orgnizzativo. Nelle pagine dedicate ad i risultati qualitativi è possibile trovare la suddivisione degli item per livello ed un imparziale commento. 

Dalla nostra indagine è emerso che la maggior parte delle persone intervistate utilizza abitualmente Internet come fonte di informazione. Nello specifico, nel settore sanitario, si delineano due tendenze: i medici, attraverso Internet, cercano informazioni relative a convegni, congressi, corsi di aggiornamento e le più recenti pubblicazioni su patologie specifiche (affidandosi a banche dati ampiamente accreditate, per esempio psychinfo, pubmed); i pazienti, invece, hanno sostituito la “vecchia enciclopedia cartacea” con i motori di ricerca utilizzando Internet per trovare informazioni su patologie di interesse personale. Leggi tutti i risultati qualitativi sul questionario.

Per la nostra intervista abbiamo coinvolto 20 medici appartenenti all’Asl AT di Asti per capire il loro atteggiamento nei confronti di Internet e del suo utilizzo come fonte di informazioni di tipo sanitario. I nostri obiettivi principali sono quelli di comprendere il livello di conoscenza che questi professionisti hanno delle nuove tecnologie e quanto queste siano presenti nella (loro) realtà ospedaliera. Leggi tutti i risultati dell’intervista ai medici.

Qui puoi trovare tutto i percorso che abbiamo svolto per questo lavoro.

 

Questionario: le informazioni dalla rete

Maggio 26, 2008

Un aspetto molto interessante che è emerso dall’analisi dei dati del questionario riguarda il modo in cui il paziente utilizza le informazioni mediche trovate in Internet. In particolare, vediamo come gli intervistati decidono di trattare queste informazioni e come integrarle con quelle fornite dal medico.

Ancor più interessante è capire i “sentimenti” che muovono i pazienti alla ricerca di informazioni sulla rete.

Questionario: l’uso della rete

Maggio 26, 2008

Analizziamo alcune delle interessanti domande del questionario che si occupano dell’utilizzo di Internet. Cominciamo con alcuni dati generali, ad esempio la frequenza di utilizzo per fascia di età.

Un’altra interessante considerazione arriva dall’analisi delle risposte alla domanda relativa alle difficoltà con Internet, nello specifico nella ricerca di informazioni mediche.

 

Questionario on line: il campione

Maggio 26, 2008

Stanno arrivando i primi dati significativi dal nostro questionario online. Iniziamo analizzando età, sesso e professione degli intervistati. In pratica, il campione statistico.

Età

Sesso

Professione

Beh, cominciamo con il dire che è un buon campione, distribuito uniformemente per quanto riguardo gli obiettivi che ci siamo poste.

2CON

Maggio 4, 2008

Come diceva Albert Schweitzer “il paziente non lo sa, ma il vero medico è quello che ha dentro di sé. E noi abbiamo successo quando diamo a quel medico la possibilità di fare il suo lavoro”.
Se il medico è competente sulla malattia, il malato è l’unico competente a dire come la vive e la soffre. Se il malato deve saper imparare dal medico le informazioni sulla malattia e la cura, il medico deve saper imparare dal malato le informazioni su come lui vive la malattia e la cura (secondo Massimo Tombesi, se il paziente non sempre ha ragione, ha sempre almeno una ragione). Si può pensare ad un incontro tra esperti con diverse competenze: quella di ascoltare il più possibile senza pregiudizi e quella di definire in maniera il più possibile precisa il proprio malessere. La relazione può, quindi, diventare sempre più un momento, se non il primo, di cura. A questi esperti,  poi, possiamo aggiungere le potenzialità del contesto che li circonda (reti sociali e nuovi media) e trovare uno scenario comunicazione medico-paziente sempre più attivo e interessante da indagare. Pronti per il nuovo contesto…oltre la diade.

Burnout Syndrome

Aprile 13, 2008

Al giorno d’oggi prendersi cura di un paziente può essere fonte di stress; il fenomeno conosciuto come “Burnout syndrome“, tipica di tutte le relazioni d’aiuto, si verifica quando il professionista è incapace di risolvere certi aspetti della relazione, coinvolgendosi emotivamente in maniera eccessiva. Nonostante il contesto di Stato Sociale così come è predisposto giochi un ruolo importante in questa condizione, è essenziale per il medico (o ogni alto professionista) essere in grado di mantenersi in ogni situazione su un livello psicologico e relazionale, specialmente riguardo la questione dell’ansia. In questo modo si ottiene la protezione emotiva del paziente e del professionista, con il risultato di un miglioramento nella relazione. La soddisfazione di entrambi i membri della relazione, paziente e medico, è strettamente connessa ed ha una influenza determinante sul grado di soddisfazione terapeutica e di efficienza istituzionale.

Ricalcare il paziente

Aprile 8, 2008

Spesso, quando due persone si “ricalcano”, si muovono spontaneamente e inavvertitamente allo stesso ritmo, parlano con un tono di voce simile, assumono posture simmetriche, utilizzano espressioni linguistiche simili e un lessico ricorrente: tendono, complessivamente, ad assomigliarsi, e più si assomigliano, più aumenta la loro disponibilità ad affidarsi l’una all’altra. In presenza di queste condizioni, può accadere che una delle due decida di muovere in una determinata direzione, e che l’altra persona, sentendosi fiduciosa, si adegui al cambiamento proposto, più o meno esplicitamente. In altre parole, una persona guida l’altra, e quest’ultima è disposta a seguirla.
Il medico può riprodurre deliberatamente gli schemi del ricalco e della guida: il primo ha lo scopo di creare un rapporto di affinità che tranquillizzi e renda fiducioso il paziente, in quanto gli trasmette il messaggio del medico “io sono come te e ho il tuo modo di essere e di sentire”. A questo punto è come se il medico ottenesse dal paziente il permesso non scritto di stabilire la direzione e di condurre il gioco, accompagnando il paziente, ormai fiducioso e collaborativo, nella cura e nelle successive tappe del trattamento (interessanti spunti dal testo “Comunicazione Medico-Paziente” di Roberti, Bellotti e Caterino).

Costruire la fiducia

Aprile 5, 2008

La fiducia si può costruire in vario modo. A volte è un sentimento spontaneo o indotto da un “passaparola” lusinghiero nei confronti del medico; in altre occasioni il medico ha bisogno di lavorarci su e di far sentire al paziente che è in mani esperte. In tutti i casi, la fiducia, una volta costruita, va nutrita e consolidata nel tempo.
Il ricalco è una tecnica attraverso la quale il medico può riprodurre volontariamente gli schemi di una comunicazione caratterizzata da complicità e condivisione degli obiettivi.

La comunicazione non verbale

Aprile 4, 2008

La comunicazione non verbale è una fonte di conoscenze sulle storia del paziente dal valore inestimabile (si parla del 55% delle informazioni) ed è caratterizzata da un grado molto elevato di attendibilità. In altre parole, attraverso gesti, postura e movimenti, il paziente esprime emozioni, sentimenti, preoccupazioni, desideri e così via dicendo; il medico, adattando la propria risposta a tali gesti, postura e movimenti, contribuisce a creare o a cementare la relazione.
Una condizione essenziale per raggiungere gli obiettivi di chiarezza e completezza delle informazioni che renderanno possibile una diagnosi rapida e corretta, oltre ad essere quella di una consapevolezza “tecnica” della comunicazione da parte del medico, è il sentimento di fiducia del paziente nei confronti di chi lo assiste e indaga sulla sua salute.