Archivio per la categoria ‘Telemedicina’

Questionario: l’uso della rete

Maggio 26, 2008

Analizziamo alcune delle interessanti domande del questionario che si occupano dell’utilizzo di Internet. Cominciamo con alcuni dati generali, ad esempio la frequenza di utilizzo per fascia di età.

Un’altra interessante considerazione arriva dall’analisi delle risposte alla domanda relativa alle difficoltà con Internet, nello specifico nella ricerca di informazioni mediche.

 

La sanità sbarca sul telefonino

Maggio 25, 2008

Negli Stati Uniti ogni 3o programmi di ricerca tecnologica in medicina, 17 riguardano i telefonini.

L’ultima novità in telemedicina assume le sembianze di un “tradizionale” cerotto. Questo si applica facilmente sulla pelle, ma la sua particolarità consiste nella presenza di un sensore in grado di misurare la glicemia, la temperatura, le reazioni allergiche e altri dati importanti, per esempio, per la diagnosi di malattie cardiocircolatorie. Questo speciale «band aid» trasmette i dati al cellulare che, a sua volta, li invia al medico o all’infermiera che segue il paziente. Questo cerotto, realizzato dai ricercatori della Gentag, una società americana di telemedicina, comincerà ad entrare in circolazione in Europa già nella prossima estate. A giugno, inoltre, Life Records (altro pioniere Usa del software per la salute) immeterà sul mercato un’applicazione che permette di avere accesso a tutte le informazioni mediche personali conservate nei sistemi informatici. Tale applicazione, il cui costo si stima che varierà tra i 45 e i 55 dollari l’anno, è attualmente fruibile solo da parte di chi possiede un iPhone: il cellulare «intelligente » della Apple dotato di una tecnologia di riproduzione e scorrimento delle immagini che facilita la consultazione sul piccolo schermo dei risultati di ecografie, lastre, elettrocardiogrammi.

Grazie all’entrata della tecnologia nel settore sanitario, questo ha potuto fare notevoli progressi. Accanto però ai benefici vi sono, tuttavia, anche costi sempre più ingenti (si pensi, per esempio, alla frequenza con la quale le radiografie sono state sostituite da risonanze magnetiche e Tac; oppure al prezzo elevatissimo dei nuovi farmaci biotech). Una parte di queste tecnologie, però, (in particolare quelle informatiche) dovrebbero anche avere la capacità di ridurre drasticamente i costi di produzione dei servizi medici. Nel concreto, tuttavia, questo processo, in America, ha faticato ad affermarsi a causa di problemi legati alla tutela della «privacy » dei dati medici messi in rete, ma soprattutto perché nessuno dei protagonisti della sanità Usa (compagnie assicurative, ospedali, medici) era disposto ad affrontare gli enormi costi della realizzazione di un sistema digitale nazionale e aveva la forza di imporre standard omogenei.
Il cambiamento di prospettiva è piuttosto recente e può essere fatto risalire appena ad un paio d’anni fa, quando i grandi dell’informatica e delle tecnologie mediche  (da Microsoft a Cisco, da Google a General Electric) hanno iniziato ad investire nella sanità digitale. Contemporaneamente si sono realizzati i cosidetti “cellulari intelligenti”, in grado di sostituire buona parte delle funzioni svolte fino a quel momento solo da un computer. La ricerca si è così concentrata sempre più in questo settore, con la speranza di dar vita a una medicina non solo digitale e a distanza, ma anche mobile.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ritiene che il cellulare sia la chiave di volta del progresso della medicina nei Paesi poveri: basti pensare che oggi la metà delle attrezzature di monitoraggio della salute inviate nel Terzo mondo rimane inutilizzata per mancanza di personale specializzato o delle parti di ricambio. In futuro basterà saper usare il telefono mobile. Inoltre, anche nelle zone più ricche la nuova tecnologia può consentire non solo risparmi, anche miglioramenti delle cure. Ad esempio, in California il San Mateo Medical Center ha creato da tempo BeWellMobile, sistema destinato a chi soffre di asma e diabete, basato sulla trasmissione quotidiana di dati ai propri medici. Un test durato due anni ha dimostrato che nessuno dei pazienti che in precedenza si era ritrovato in zona-pericolo e quindi era finito al pronto soccorso, ha più avuto bisogno di un intervento medico di emergenza.

La Telemedicina e il rapporto medico-paziente

Aprile 29, 2008

Una delle principali motivazioni che ha portato ad un tardivo e lento sviluppo della Telemedicina in Italia è la “paura”, nutrita da numerosi medici, che ”tutta questa tecnologia” (ironicamente parlando) possa, di fatto, portare ad un peggioramento nella relazione con i loro pazienti. Ciò viene imputato al fatto che tale tecnologia, pur essendo valida e indubbiamente appropriata, può costituire un’inopportuna mediazione tra il medico e il paziente volonteroso di utilizzarla. Questa tesi appare essere, secondo numerosi esperti, infondata. La telemedicina infatti non vuole sostituirsi al peculiare rapporto tra medico e paziente: quello rimane e rimarrà sempre. Ciò che cambia è invece la posizione del paziente, che viene coinvolto maggiormente nel processo di gestione della sua salute. Non si deve dunque parlare di qualcosa che “vuole prendere il posto di qualcos’altro”, bensì di una vera e propria integrazione portatrice di vantaggi sia per il medico che per il paziente.

È necessario dunque riconsiderare la telemedicina clinica ( in particolare la telecardiologia, le teleconsultazioni, e il telemonitoraggio, come un sistema di semplificazione e di miglioramento delle procedure sanitarie, soprattutto quelle che si interessano  delle patologie croniche ed a rendere più facile la vita del paziente (che diviene anche più consapevole). Si parla di una vera e propria “semplificazione” in quanto la telemedicina può comportare un controllo più regolare e tempestivo con la collaborazione dello stesso paziente. La consapevolezza di saper gestire più autonomamente la propria salute ha effetti positivi anche sullo stato psicologico del malato (e naturalmente anche sull’empowerment).  
Il principale vantaggio della telemedicina clinica ha origine nella semplicità d’utilizzo del dispositivo e delle procedure operative (anche se comunque è necessario un’educazione del paziente all’utilizzo). Si attiva in tal modo la cosiddetta “compliance” del paziente e si rende anche più facile e pragmatico il rapporto del paziente stesso col proprio medico.
Il medico, dall’altra parte, ricopre un ruolo centrale nel favorire l’ uso della telemedicina e nell’apprezzarne gli aspetti positivi, deve, cioè, contribuire ad un rapporto corretto tra tecnologia e paziente nel precipuo interesse della salute e delle condizioni per mantenerla.

Sia il medico che il paziente sono quindi coinvolti dai vantaggi che l’uso della telemedicina può dare.

e-Health

Aprile 11, 2008

Si tratta di nuove forme di prestazioni sanitarie: consulenza telefonica, consultazioni via Internet o telemedicina. La loro eventuale utilità è data solo se sono utilizzati in quanto complemento alle prestazioni già esistenti. In una ricerca svolta in Svizzera nel 2006 è emerso che né i cittadini, né gli operatori sanitari vedono tali applicazioni come un surrogato della consultazione medica. Al contempo, entrambe le parti riconoscono l’importanza crescente della medicina alternativa; un fenomeno che fornisce preziose indicazioni sulle esigenze della popolazione e da cui il sistema sanitario potrebbe trarre degli insegnamenti.
(I risultati della ricerca svizzera sono stati pubblicati nel 2003 nella collana di pubblicazioni SSPS/SGGP sotto il titolo “the Future Patient in Switzerland – Le Système de Santé du Futur vu par des citoyens et des  citoyennes” (volume n. 71 in tedesco e volume n.72 in francese) (www.sggp.ch).

La Telemedicina

Aprile 7, 2008

La telemedicina è l’insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o più in generale di fornire servizi sanitari a distanza. Nell’ambito della diagnostica clinica, è possibile per un medico effettuare la diagnosi su un paziente che non è fisicamente nello stesso posto del medico, attraverso la trasmissione a distanza di dati prodotti da strumenti diagnostici. La seconda opinione medica è una delle applicazioni più comuni nell’ambito della telemedicina, essa consiste nel fornire una opinione clinica a distanza supportata da dati acquisiti inviati ad un medico remoto che li analizza e li referta producendo di fatto una seconda valutazione clinica su un paziente. Le tecniche telemediche di fatto favoriscono anche applicazioni di formazione distanza, nelle quali il medico remoto può specializzare i medici che chiedono una seconda opinione su un caso clinico attraverso tecniche di e-learning